La moglie dell’eroe

Sulla scena una donna, mentre stira la divisa pluridecorata del marito, ripercorre la vita al suo fianco.

Ripensa alle riunioni nel salotto di casa, in cui il marito, insieme ai suoi amici militari e civili, decide le sorti del Paese e il destino degli avversari. Ripensa al momento in cui assiste al declino del marito, messo da parte dai suoi vecchi amici, e deciso a proseguire da solo nei suoi oscuri disegni. Racconta episodi, anche intimi, della sua vita coniugale in un percorso introspettivo che progressivamente la porta a prendere coscienza.

Esclusa dalla vita “eroica” del marito, “..non potevo entrare in salotto durante le riunioni..”, eppur consapevole di quel che vi accadeva; trattata dal marito come un oggetto, buona solo a stirare camicie e preparare caffè; circondata da disordine morale, violenza, prevaricazione a cui non è in grado di contrapporsi, la donna si rifugia in una ossessiva e maniacale ricerca della perfezione, nei gesti e nelle cose che le stanno intorno.

Benni ci presenta un mondo dominato dal potere, in cui le persone comuni sono impotenti, in balia di quelli che lo detengono, ma a volte sono le scelte delle persone comuni che risultano determinanti nel segnare il destino, il percorso della storia.

Un’opera spigolosa e piena di insidie, che, con il suo stile asciutto e senza concessioni liriche, mette a dura prova, sia le capacità registiche che quelle interpretative.

L’interpretazione quasi clownesca che cozza con la drammaticità delle vicende narrate, la ossessiva ripetitività della scenografia riflettono e amplificano il senso di angoscia e di rabbia sorda che, dapprincipio trattenuto, esplode nel momento di “sana” follia dell’epilogo.

Liberamente tratto da: “La moglie dell'eroe“ di Stefano Benni

Regia: Elena Musio

Con: Maria Antonia Sedda e la partecipazione di Giorgio Sanna

Scenografia e costumi: Salvatore Aresu

Luci: Gianmario Leoni

Audio: Antonio Giovanni Piras